venerdì 5 maggio 2017

Come nasce un capo di Atelier Loulou? /1


Buongiorno Amiche,

questa mattina lascio la parola a Giulia, la social tuttofare dell'Atelier; di cosa ci parlerà? Sono molto curiosa...
"Vorrei raccontarvi di quanto tempo, attenzione, dedizione e anche un pizzico di fatica ci vogliono per creare da zero un abito fatto a mano. Vorrei trasmettervi la passione, l'impegno e il coraggio che ogni giorno riversiamo in questo progetto piccolo, ma molto ambizioso.

Potrei dirvi che il processo creativo che accompagna la nascita di un nostro capo è sempre uguale: 1, 2, 3... ma proprio perché si parla di creatività, ogni pezzo ha una storia a sé. 

L'ispirazione è il primo punto. Si parte da un'idea, una visione o qualcosa di più concreto come un pezzo di stoffa o una foto; a volte iniziamo da un'atmosfera, un'emozione, un sogno, qualcosa di più etereo, anche gli stati d'animo influiscono.


I nostri strumenti preferiti sono le riviste, i magazines di moda, Pinterest, le sfilate dei grandi couturier ma anche quelle dei più giovani ed indipendenti, poi c'è lo street style, Instagram, il cinema e il passato. La moda del passato è sempre di grande ispirazione per le nostre anime e le nostre tanto amate visioni un po' romantiche e retrò.


Andare a caccia di tessuti è sia entusiasmante che estenuante. Ci piace girare per i mercati, soprattutto quelli dell'antiquariato, dove si riescono a scovare ottime chicche; compriamo anche on line, solo da venditori selezionati e a volte previo invio di campioni. Siamo ancora una realtà molto piccola, quindi, potete immaginare quanto sia frustrante investire i nostri pochi fondi in stoffe sbagliate; è accaduto, dopo la delusione iniziale, prendiamo un respiro e guardiamo avanti: verrà il momento di utilizzare anche quelle, nuove idee, nuovi progetti.

Trovati i tessuti giusti si cerca il modello adatto; questo è lo step delle infinite conferenze su WhatsApp, dei brainstorming selvaggi, dei contrasti e delle mediazioni; siamo in due e dobbiamo essere d'accordo sulle scelte che prendiamo, su questo punto, nessuna di noi transige.

A decisioni prese, la palla è tutta nelle mani di Barbara, lei disegna il cartamodello, bagna e stira le stoffe, le taglia, fa le imbastiture, assembla i pezzi con la macchina da cucire e fa le rifiniture a mano con ago e filo, insomma: crea gli abiti dell'Atelier Loulou.


Sembra veloce scritta così, vero? Non lo è affatto. Il lavoro di sartoria richiede tempo e molta concentrazione. Gli errori sono dietro l'angolo e ritrovarsi a scucire centimetri su centimetri di stoffa è tutt'altro che piacevole, inoltre il tessuto si rovina e si deve ricominciare da capo. Ma è tutta questa fatica, questa cura che rendono diversi i vestiti fatti a mano, da quelli della grande distribuzione, non credete?..."


Nei prossimi giorni scopriremo la seconda parte di questo lungo post, io non vedo l'ora!

Buona giornata,

 

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